Storia della muratura in laterizio

L’uso dei mattoni nelle murature risale a circa il 5000 a.C. e fu sviluppato prima dalla civiltà Caldeo-Assira e successivamente da quella Babilonese.

Gli Etruschi reinterpretarono il sistema murario di quelle antiche popolazioni senza tralasciare quel fondamentale elemento rappresentato dall'uso della volta e dell’arco che, estraneo alla stessa cultura Greca, permise loro di trasmettere tali conoscenze tecniche alla civiltà Romana.


È infatti sotto la spinta della Roma Imperiale che l’uso della muratura in laterizio trova larga ed approfondita applicazione.

Le insulae residenziali dell’Urbe erano infatti normate con murature portanti in laterizio cotto che potevano raggiungere i 4 piani di altezza.

Dal Medioevo attraverso il Rinascimento e fino all’Ottocento, il sistema di costruzione murario fu assolutamente legato al sapiente uso del mattone che assicurava, oltre ad una notevole resistenza statica, comfort ambientale e naturale configurazione estetica.

 

Nell’arco dei secoli furono utilizzati, nelle murature portanti in mattoni,vari sistemi di aggregazione concatenanti i singoli elementi che erano, di volta in volta, disposti in posizione detta di punta o di fascia.  

Le diverse disposizioni furono codificate e denominate a chiave o testa, a blocco, alla gotica o polacca, alla fiamminga.

 

Oggi questi sistemi murari, che solo cent’anni fa erano talmente conosciuti da apparire quasi scontati, sono di fatto del tutto dimenticati nel loro uso peculiare in quanto sostituiti da anonime strutture in cemento armato o freddi telai in acciaio.